IL PROGETTO


Il lavoro di ricerca che stiamo portando avanti dal 2016 ha come obiettivo principale quello di creare una App innovativa che permetta una fruizione diversa ed interattiva di musei ed ecomusei. Il programma di ricerca HerA nasce due anni fa dalla sinergia e dalla collaborazione tra l’università e alcune imprese del territorio. È nata così una partnership tra l’azienda capofila Touchware, l’Università della Valle d’Aosta, Everyware e Regola. HerA nasce anche con lo scopo di formare giovani ricercatori, grazie ai finanziamenti FESR e FSE erogati dalla Regione Valle d’Aosta. Gli obiettivi che ci siamo prefissati sono: in primis quello di sviluppare una soluzione innovativa basata sulla localizzazione indoor dell’utente. Aumentare l’attrattività e l’accessibilità di un museo, nonché il coinvolgimento e la soddisfazione del visitatore. L’App relativa all’ecomuseo di Gressoney-La-Trinité è un prototipo legato ad un caso studio specifico, ma l’obiettivo è di creare un modello trasferibile a più strutture museali ed ecomuseali. L’app che verrà realizzata sarà un prototipo nelle sue caratteristiche e potenzialità, replicabile e utilizzabile quindi per altre strutture museali. I contenuti ovviamente potranno essere riutilizzati anche dopo la visita e approfonditi una volta terminata l’esperienza interattiva nel museo. Nella fase iniziale è stato fatto un lavoro di ricerca relativo alla cultura e alle tradizioni walser, nonché una prima fase di studio delle App esistenti. Successivamente è stata svolta l’attività di sviluppo del prototipo, quindi tutto quello che riguarda l’elaborazione ingegneristica degli algoritmi, che ha permesso di realizzare il prototipo stesso nella terza fase. Nella fase finale del lavoro abbiamo raccolto e analizzato i dati utili a sviluppare un piano marketing di disseminazione. A chi si rivolge la nostra sperimentazione? Abbiamo una differenziazione per quel che riguarda il prodotto replicabile, che ha quindi una visione ampia e d’insieme, che si rivolge a tutte le strutture museali ed ecomuseali e ovviamente ai fruitori di queste strutture, quindi turisti e scuole. Nel caso specifico di Gressoney-La-Trinité, quindi il nostro caso studio, trattandosi di un ecomuseo, alla comunità walser della Valle del Lys e in generale a tutti coloro che vogliono conoscere la comunità walser e non solo gli oggetti presenti nell’ecomuseo. Quali sono, invece, le principali novità che offrirebbe l’App? L’idea innovativa risiede in un’applicazione tecnologica basata su un sistema di posizionamento e localizzazione indoor adatto alla mappatura di ambienti museali e archeologici. Ma anche l’indoor navigation e localizzazione dell’utente, che permettono di usufruire di contenuti interattivi contestualizzati. L’ecomuseo si compone di tre edifici, la Purò-Hus, la Pòtsch-Hus e Binò Alpete, a completa gestione comunale. Le visite guidate della struttura sono vincolate dalla disponibilità dei volontari e solo in alcune lingue. L’obiettivo, come per tutti gli ecomusei, è di raccontare un’intera cultura e non solo un semplice oggetto esposto. Grazie all’App, quindi, la struttura potrà diventare fruibile da un pubblico più vasto. Una delle caratteristiche dell’App relativa al nostro caso studio è la differenziazione dei linguaggi in base all’età del fruitore. I contenuti presenti, infatti, sono stati adeguati all’età di chi accederà all’App dell’ecomuseo.